Certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano

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Mi pare lo dicesse Venditti!
Ma nel mio caso, questo Amore si è messo proprio d’impegno! Non si è limitato a fare il giro dell’isolato o del paese. No, è andato dall’altra parte del mondo, probabilmente è salito su uno space shuttle, è approdato in qualche galassia sconosciuta, è tornato indietro, ha fatto tutto il percorso a ritroso e poi è venuto di nuovo a bussare alla mia porta.
E così sono andata ad aprire, ignara di chi fosse, e me lo sono ritrovata davanti.
Incredula gli ho chiesto: “E tu che ci fai qui? Che ti aspetti adesso?”
E lui: “Niente, solo ricordarti che ci sono. Non sono mai andato via! Forse per qualche tempo hai creduto di avermi dimenticato, ma in realtà mi avevi solo nascosto in qualche cassetto del tuo cuore! Ma ora eccomi qui!”
“Non sei il benvenuto, vattene! Da sei mesi sono di nuovo sola e felice e voglio continuare ad esserlo! Non ho intenzione di rientrare in questo labirinto fatto di silenzi, parole non dette, verità negate e realtà nascoste!” gli ho risposto io.
“Non ti sembra di esagerare? In fondo eravate piccoli! Vi siete lasciati andare! Non sapevate ancora il mio vero significato!”
“Io sì, io lo sapevo! Lui no! E poi… Come sai che anche lui è disposto a tirarti fuori dal cassetto? Te l’ha detto lui??”
“No, ma… magari questa sarà la volta buona!”
A quel punto, l’ho guardato perplessa e incerta sul da farsi. Ho chiuso gli occhi, ho fatto un respiro profondo e gli ho dato la mia risposta.

Non lo so, magari ha ragione! Magari un tentativo si può fare! Anche solo per raccontarsi un po’.

E quindi domani ho un appuntamento con lui. Stiamo a vedere!

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La voglia di perdermi

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Negli ultimi tempi viene spesso a trovarmi.
Quella voglia pazza di dimenticare tutto, dimenticare le situazioni che vivo, i rapporti complicati in cui sono intrappolata, la corazza che mi sono cucita addosso. Dimenticare il mondo. E perdermi.
Non per sempre. Mi bastano poche ore.
Senza pensieri, senza freni, né filtri.
E domani forse ci riuscirò.
Saremo solo io, un palco, tre musicisti, le luci e la musica.
Il resto non conta. Non domani.

Non mi aspettate, forse mi perdo.

Storia di una proposta


E un giorno qualcuno ti fa una proposta, tra il serio e il faceto: “Oh, Engi (grafia volutamente errata), ma perché non crei un blog?”

Prima reazione: brivido lungo la schiena al suono “ENGI”. E penso ‘esordio pessimo’: odio che il mio nome venga storpiato. Mi chiamo Angela. A N G E L A. Non Angy, Angie, Angioletta, o peggio A.  Semplicemente Angela. Cosa non è chiaro del mio nome? Angela. Ergo, proposta bocciata.

Seconda reazione, in realtà connessa alla prima: sono troppo intollerante per tenere un blog. Un perfetto blogger dovrebbe essere sempre carino, simpatico, gentile. E io non sono sempre carina, simpatica e gentile. Ergo, proposta bocciata.

Terza reazione: “Aspetta, aspetta! Ha detto blog? Non è un’idea tanto malvagia, in fondo! Almeno posso scrivere quello mi pare e se a uno sta bene quel che dico è bene, altrimenti c’è sempre quella simpatica X rossa, in alto a destra!” Ergo, proposta in attesa di conferma.

Quarta e, giuro, ultima reazione: è andata. Un blog sarà la mia svolta, mi cambierà la vita! Ergo, proposta accettata! 🙂 🙂

E così, eccomi qui, da incoerente quale sono, a scrivere un blog. Per parlare di cosa? Non ne ho idea. Per ora iniziamo e vediamo come viene! 🙂

A presto!

Pensieri sparsi di una sognatrice